Approfondimenti

Angiolo Badaloni, progettò il complesso termale delle "Acque della Salute" ossìa le "Terme del Corallo", scegliendo per ogni settore concernente la sua realizzazione, i migliori artigiani ed artisti oltre che ingegneri, geologi e tecnici dell'edilizia del tempo. Le sue scelte, come per la realizzazione del grande Mercato delle Vettovaglie, furono fatte recandosi nei luoghi dove trarre non solo ispirazione ma modelli consolidati e visitando luoghi dove le novità in campo architettonico e decorativo dettavano tendenza. Illuminante fu senza dubbio l'Esposizione internazionale di Arte Decorativa moderna del 1902 a Torino che fu ufficialmente denominata "Prima Esposizione d'Arte decorativa moderna" e che portò il Liberty in Italia.

In quel consesso di eccellenze Badaloni incontrò coloro che collaboreranno alla realizzazione del più elegante, innovativo e attraente stabilimento termale d'Europa.

 

(In apertura pittura di Oreste Malfanti, Sala della Mescita)

Angiolo

Badaloni

Di Angiolo Badaloni putroppo conosciamo poco, così come non ci sono pervenute immagini significative che ci aiutino a conoscerlo, ma cerchiamo di capire attraverso le sue opere ed il contesto lavorativo e familiare chi fosse e quale peso avesse nella società. Il monumento funerario presente al cimitero comunale di Livorno chiamato "Ai Lupi" mostra che fu architetto, ingegnere progettista come evidenziano le carte arrotolate che pendono dalla stele, così come parti di cornici che raffigurano elementi decorativi erchitettonici, ma ciò che ci colpisce è il disegno in basso a destra del piedistallo del monumento.

Il Fiore dell'Apocalisse, che significa la Rivelazione del Divino nell'uomo. Presente in molte opere alchemiche del periodo medievale, il Fiore dell’Apocalisse si presenta come una sorta di fiore. Questo era il risultato geometrico dell’intersecazione di quattro porzioni di cerchi. Ne risultano così quattro petali che rappresentano i quattro elementi perfettamente equilibrati.

Gioacchino da Fiore un abate, teologo e scrittore italiano vissuto nel XII secolo, nel suo “Liber Figurarum”, rapportabile a questo simbolo, pone i quattro cerchi, i quattro evangelisti o i quattro elementi, sui due anelli che rappresentano la perfezione nel dominio dei due mondi, cielo e terra, acque superiori e acque inferiori. Nel caso della stele funeraria di Badaloni è presente un solo cerchio, la perfezione sulla terra nel dominio degli elementi.

Secondo Rudolph Koch, è inoltre un potente talismano contro le forze maligne.

Badaloni, nato a Recanati nel 1849, giunse a Livorno dopo aver vinto il concorso come primo ingegnere dell'Ufficio delle Arti, qua si fece conoscere per le sue qualità non comuni. Progettò e Ralizzò le Scuole Micheli (prime scuole in Italia ad essere edificate per la funzione scolastica), successivamente edificherà le Scuole Benci, il grande Mercato delle Vettovaglie, lo Stabilimento termale delle "Acque della Salute" e sarà detrminante nella scelta della localizzazione della Nuova Stazione Ferroviaria a fianco delle Terme. Importante la progettazione urbanistica del quartiere delle Case popolari dei ferrovieri che determinerà la nascita del quartiere denominato "della Stazione". La sua collaborazione invece si trova nella Accademia Navale, nella Barriera Margherita e nei piani di risanamento di Livorno. Il matrimonio con Argentina Gambaro sancirà quel sodalizio con la ditta fratelli Gambaro che vediamo in molte opere cittadine. Morì a Livorno il 27 luglio 1920.

Foto da Liburni Civitas, 1906

Ernesto

Bellandi

Ernesto Bellandi nacque a Firenze nel gennaio del 1842 e morì a Sesto Fiorentino nel 1916. Studiò all'Accademia di Belle Arti di Firenze dedicandosi poi al quadro di genere ed alle decorazioni. Più tardi si perfezionò da se e lasciò opere interessanti. Si ricordano le lunette per Villa Oppenheim a Bastia ed il Teatro Bellini di Catania. Fu premiato con la medaglia d'oro all'Esposizione di Torino e selezionato da Alinari del 1900 per illustrare il XXIII canto della Dvina Commedia. Alle Terme del Corallo dipinse i quattro grandi pannelli ceramici che ornano le facciate della Sala della Mescita ed il Curator aquarum. Di Bellandi erano le vetrate decorate della Sala della Mescita e del lucernario della Sala dei Concerti.

Foto tratta da galleriarecta.it

Foto conservata presso la

Biblioteca Comunale di Adria

Gaetano

Samoggia

Pittore, scultore e decoratore, Gaetano Samoggia nasce a Bologna il  23 aprile del 1869  e qui muore nel 1950. È l’autore di singolari bassorilievi nel capoluogo emiliano installati in memoria di alcune porte abbattute. Figlio del pittore Luigi ne segue la strada iscrivendosi all'Accademia di Belle Arti  di Bologna, ma nel 1888 si trasferisce a Roma. Samoggia 19 enne si fa notare all'Esposizione Nazionale di Belle Arti che si svolse a Bologna con un disegno dell'Interno di Santa Croce in Firenze eseguito a matita a fianco di artisti come Giovanni Fattori. Partecipò alle decorazioni dl Casinò di Montecarlo. Partecipò al concorso per la realizzazione di due frontoni allo sbocco del tunnel sotto il Quirinale. Partecipò con la Aemilia Ars alla realizzazione del padiglione per l'Esposizione Internazionae di Venezia del 1903. Ha lavorato per molti committenti, con decorazioni cimiteriali, per il salone e l'ingresso del Credito Romagnolo, Il Samoggia era capace di progettare e realizzare, nella sua multiforme creatività, colonne, scale, lampadari, specchi incorniciati, vasi da fiori, lampadari, e molto altro. Alle Terme del Corallo Samoggia realizzò i bassorilievi in cemento artistico di fiori e protomi femminili.

Ermete

Maccaferri

A Bologna la lavorazione del ferro aveva un nome: Maccaferri. Fabbri da generazioni, come suggerisce lo stesso cognome, nel 1879 avevano fondato a Lavino la propria officina. Tra le principali personalità si ricordano Ermete Maccaferri, famoso per la realizzazione del chiosco in stile liberty della ditta Buton all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 (suo anche il delicato orologio della Rea-le Grandine Compagnia Italiana di Assicurazione, sulla facciata della Palazzina Pepoli), e Pietro a cui si deve il cancello decorato con farfalle e melagrane, disegnato da Giuseppe de Col, presentato all’Esposizione delle Arti decorative di Torino del 1902.

Il 30 dicembre Carlo Maccaferri, proprietario dell’edificio progettato da Attilio Muggia (1896) in via Indipendenza 69, faceva richiesta per attaccare tre bracci con globo per illuminare l’ingresso del portico prospiciente il Caffè Teatro Eden (oggi Hotel I Portici). All’interno i ferri battuti e gli apparati illuminotecnici disegnati da Muggia furono affidati al giovane Mingazzi, che per la prima volta si trovò impegnato in un’impresa di così vasta portata. La collaborazione con Muggia sarebbe proseguita negli anni successivi con la realizzazione di alcune cancellate ed è probabile che anche Mingazzi, esperto nei lavori di più fine esecuzione come i fiori abbia lavorato con Maccaferri nelle Terme del Corallo sotto la direzione di Attilio Muggia.

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Particolare dei dipinti della sala dell'Hotel Corallo

Bernardo

Bernardini

La ditta di Bernardo Bernardini di Livorno era una officina di lavori in ferro, specializzata in fabbricazione di cancellate, serrande, avvolgibili, infissi in ferro, tettoie e serre. Realizzava, cassoni, chiusini, tubi in ghisa, mostre e serrature. Alle Terme è presente la targhetta della ditta sul montante del cancello d'ingresso.

il n° 3 e 7 sono i fratelli Maccaferri

Foto tratta da borgodelpozzo.it

da: "LEGGERO COME IL FERRO"

a cura di Benedetta Basevi, Mirko Nottoli

Gruppo di fiori delle Terme

Oreste

Malfanti

Oreste Malfanti fu un artista attivo nel corso del XIX secolo, conosciuto decoratore nel nome del Liberty. Nacque a Livorno nel 1841 e morì a  Livorno nel 1928. Nel 1870 decorò la volta della Chiesa di San Giovanni a Bastia in Corsica, là dove, a Bastia, già Ernesto Bellandi  lavorava ed è probabile che la loro presenza artistica alle Terme derivi da rapporti di amicizia e di lavoro. Nello studio di Malfanti si formarono molti artisti i quali imparavano da lui l'arte della decorazione a tempera e del graffito.

Nel 1894 a Poggio d'Oletta nel nord della Corsica realizza nella chiesa di San Cerbone, una decorazione a medaglione dove riproduce l'assunzione di San Bartolomeo e dove nella cappella di San Pascal dipinse in un cielo stellato l'occhio di Dio inscritto nel triangolo, simbolo della Santa Trinità. Nelle Terme del Corallo realizzerà la decorazione del soffitto della Sala della mescita, mentre nel contiguo Hotel Corallo dipinse il grande soffito  della sala da pranzo di "prima categoria".

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